La Grafica pubblicitaria
Preistoria

I protagonisti dell’alba della comunicazione visiva furono i primi uomini africani ed europei che, per scopi di sopravvivenza, utilitaristici e rituali, realizzarono pitture e incisioni nelle caverne. Nel mondo, dall’Africa al Nord America, fino alle isole della Nuova Zelanda, gli uomini preistorici lasciarono numerose incisioni rupestri. Le figure disegnate, fra cui animali e scene di caccia, sono oggi dette “pittogrammi”, ovvero figure elementari o schizzi che rappresentano la cosa ritratta. L’apparizione dei primi pittogrammi comportò l’inizio dell’arte pittorica.
L’alfabeto

Per secoli, il numero di individui che guadagnò l’alfabetizzazione rimase piccolo. Nelle prime civiltà, l’accesso alla conoscenza permise alle élite di acquisire grande potere. La successiva invenzione dell’alfabeto (una parola derivata dalle prima due lettere dell’alfabeto greco, alpha e beta) rappresentò un grande passo in avanti nella comunicazione umana. Un alfabeto è un insieme di simboli visivi o caratteri usati per rappresentare i suoni elementari di una lingua parlata. Essi possono essere connessi e combinati per creare configurazioni visive che stanno a significare suoni, sillabe e parole pronunciate dalla bocca umana. Le centinaia di segni e simboli richiesti dalla scrittura cuneiforme e dai geroglifici, furono quindi sostituiti da venti o trenta segni elementari facilmente riconoscibili.
La rivoluzione della tipografia nel 700
Londra nel XVIII secolo sostituì Amsterdam come centro europeo delle stampe e della finanza. In Inghilterra, la stampa a quel tempo fiorì, stimolata dalla libertà di stampa guadagnata nel 1694. Apparirono nuove forme di oggetti stampati: Joseph Addison e Richard Steele scrissero e pubblicarono i primi giornali di successo, il Tatler nel 1709 e lo Spectator nel 1711. Il romanzo inglese si sviluppò come una forma popolare di letteratura. Con il crescente volume di stampe e un senso altezzoso di orgoglio nazionale, gli stampatori inglesi sentirono il bisogno di tipi di carattere che fossero nativi britannici. Fino a questo momento, l’Inghilterra si era accontentata di importare le matrici per i tipi di carattere dall’Olanda, e di sfruttare tali matrici in fonderie locali.
I progressi tecnici e tipografici durante l’Ottocento

Nell’Ottocento, la scienza e la tecnologia trovarono applicazione nelle arti grafiche, e ciò comportò cambianti drammatici in aree come la stampa, la fabbricazione della carta e i caratteri. L’emergere della stampa popolare aiutò la creazione di una nuova industria – la pubblicità – e con essa, la domanda per nuovi caratteri, concetti di design, e metodi di stampa ad alta velocità. Erano richiesti: una scala più ampia, un maggiore impatto visivo, una nuova tangibilità e dei nuovi caratteri espressivi. Non bastava più che le ventisei lettere dell’alfabeto funzionassero come simboli fonetici: l’età industriale trasformò questi segni in forme visive astratte, che proiettassero forme concrete e potenti dal contrasto forte e dalla portata ampia.
La nascita della pubblicità
Con la crescita della produzione e del commercio, ci fu una rapida espansione nella demografia e nella domanda di lavoratori che sapessero leggere e scrivere. Con l’aumento dell’alfabetizzazione, aumentò anche l’interesse per materie di lettura più variegate. Questo bisogno fu accolto da una vasta tipologia di stampe popolari, cioè quotidiani, riviste illustrate, romanzi economici, e dalla fine del secolo, strisce a fumetti. I produttori realizzarono in fretta che la stampa popolare era il veicolo perfetto per vendere i prodotti alle masse.

La pubblicità tentò di risolvere un grande problema generato dalla rivoluzione industriale – portare i prodotti fuori dagli scaffali. A differenza della pratica preindustriale di fare prodotti personalizzati, con la rivoluzione industriale i prodotti erano già pronti per essere venduti nei negozi senza uno specifico compratore in mente. Doveva essere fatta una richiesta per tutti i nuovi prodotti che sarebbero usciti dalle fabbriche. Sempre più persone impararono a leggere, e venne perciò naturale vendere beni attraverso pubblicità piazzate nelle stampe popolari e negli elenchi commerciali.